Vaschetta in acciaio con crema alla vaniglia e bacche di vaniglia su un vassoio in ottone

Materie prime

La vaniglia e la vanillina: che differenza c'è davvero, spiegata da un maestro gelatiere

1874Prima sintesidue chimici tedeschi
CentinaiaComponentiin una sola bacca
BourbonBacchee Tahiti
ZanattaMaestrogelatiere e consulente

Tra gli aromi più conosciuti nel mondo del gelato ci sono la vaniglia e la vanillina, e la confusione tra le due è un classico. A fare chiarezza, in un intervento ripreso da questa rubrica, era il maestro gelatiere Giorgio Zanatta, consulente per gelaterie, che descriveva la vanillina per quello che è: un composto in polvere fatto di piccoli fiocchi e cristalli bianchi o giallo tenue, dall'odore e dal sapore caratteristici, che quasi tutti hanno usato almeno una volta nelle preparazioni casalinghe di pasticceria.

Una molecola identica, un'etichetta diversa

Il punto centrale della spiegazione di Zanatta merita di essere sottolineato: la vanillina di sintesi è chimicamente identica alla vanillina contenuta nella bacca di vaniglia. Il suo “difetto” principale, dal punto di vista commerciale, è un altro: non può fregiarsi dell'aggettivo naturale. Definirla semplicemente un prodotto chimico, come spesso accade, è quindi sbrigativo. La differenza vera con la vaniglia in bacca non sta nella singola molecola, ma nella complessità: una bacca contiene centinaia di componenti aromatici che la vanillina da sola non può replicare.

Da dove viene la vanillina di sintesi

La storia industriale del composto è più lunga di quanto si immagini. La prima sintesi in laboratorio risale al 1874, a opera di due chimici tedeschi che partirono da una sostanza presente nella resina dei pini. Il metodo, economicamente poco vantaggioso, venne sostituito pochi anni dopo da una via basata sull'eugenolo, una molecola ricavata dai chiodi di garofano; nel secolo scorso si aggiunse un procedimento a partire dalla cellulosa del legno. Tutte queste strade, ricordava Zanatta, condividono un limite: richiedono varie fasi di ricristallizzazione prima di arrivare a una vanillina pura, adatta all'uso alimentare. La ricerca ha prodotto anche l'etilvanillina, tre o quattro volte più potente come aromatizzante, e ha tentato la via della coltura cellulare dalla pianta di vaniglia per ottenere una vanillina “naturale”, finora senza risultati economicamente sostenibili.

Cosa guardare in gelateria

Per chi sta davanti alla vetrina, la lezione pratica è semplice. Un gelato alla vaniglia fatto con le bacche si riconosce spesso dai puntini neri dei semi e da un profumo caldo e complesso; un gusto costruito sulla sola vanillina tende a essere più piatto e insistito. Nessuno scandalo, ma è giusto sapere cosa si sta assaggiando. Resta comunque uno dei gusti crema relativamente più sobri del banco: chi è curioso dei numeri può confrontarlo con gli altri nella guida alle calorie del gelato artigianale.

Bourbon, Tahiti e le altre: il mondo delle bacche

Chi passa dalla vanillina alla vaniglia vera scopre che nemmeno le bacche sono tutte uguali. La più diffusa è la varietà Bourbon, coltivata soprattutto in Madagascar e nelle isole vicine: il nome viene dall'antica denominazione dell'isola di Réunion, l'Île Bourbon, e indica un profilo caldo, dolce e cremoso, quello che tutti associano d'istinto alla vaniglia. La varietà Tahitensis, dalla Polinesia, è più floreale e aromatica, con note che ricordano l'anice; il Messico, patria d'origine dell'orchidea da cui la bacca proviene, produce vaniglie speziate e profonde. Il prezzo elevato ha una spiegazione precisa: fuori dal Messico manca l'insetto impollinatore naturale, e ogni singolo fiore viene impollinato a mano, con una finestra utile di poche ore. Seguono mesi di essiccazione e affinamento delle bacche. Poche materie prime al mondo richiedono altrettanto lavoro manuale, ed è questo a rendere la vaniglia naturale una delle spezie più costose in assoluto.

Domande frequenti

Domande frequenti su vaniglia e vanillina

La vanillina fa male alla salute?

al banco

No: è un aroma autorizzato e considerato sicuro alle dosi d'uso alimentare, ed è chimicamente identico alla vanillina presente nella bacca naturale. La differenza con la vaniglia vera non riguarda la sicurezza ma la complessità aromatica: la bacca contiene centinaia di componenti che la molecola singola non può replicare. È una questione di ricchezza del profumo, non di rischio per chi la consuma.

Perché la vaniglia naturale costa così tanto?

promesso

Perché è una delle colture più laboriose al mondo: fuori dal Messico ogni fiore va impollinato a mano in una finestra di poche ore, e le bacche raccolte richiedono mesi di essiccazione e affinamento prima di sviluppare l'aroma. A questo si aggiungono raccolti concentrati in poche aree, Madagascar in testa, esposti a cicloni e oscillazioni di mercato che fanno lievitare ulteriormente i prezzi.

Come si riconosce un gelato fatto con vera vaniglia?

in breve

Gli indizi più affidabili sono i puntini neri dei semi dispersi nella massa e un profumo caldo, complesso, che continua a evolvere in bocca. Il colore dev'essere un avorio naturale: un giallo acceso e uniforme suggerisce coloranti più che tuorli o bacche. Un gusto che sa di dolce generico, intenso ma piatto, racconta invece quasi sempre una ricetta costruita sulla sola vanillina.

Cosa significa esattamente vaniglia Bourbon?

davvero

Non c'entra il whiskey: Bourbon era il nome coloniale dell'isola di Réunion, nell'oceano Indiano, e oggi indica la vaniglia della varietà planifolia coltivata in quell'area geografica, Madagascar comprese le isole vicine. È il profilo aromatico più classico, caldo e cremoso, quello che la maggior parte delle persone riconosce come il sapore della vaniglia per antonomasia.