Il gelato che salva. Il racconto di una passione

Scopri la storia di chi il Gelato lo fa con le sue mani

Il gelato che salva. Il racconto di una passione

Il gelato che salva. Il racconto di una passione

Questa storia di Passione, premiata da AppGelato al MIG di Longarone, merita di essere letta.

“I nostri momenti più duri sono stati sempre addolciti dal gelato”.

LA PASSIONE OLTRE TUTTO
Quando Alfredo Gambardella, delle Gelaterie artigianali Rufus di Pisa e Livorno, parla di “momenti più duri”, parla della malattia che ha colpito la moglie, Laura Gagliardi. Ma parla anche, e soprattutto, della passione, capace di superare tutto, anche una diagnosi inaspettata che ti dà poche possibilità di sopravvivere. E invece ha vinto l’amore in questa storia, per le figlie Giulia e Nicole e per quella che è oggi la loro professione, hanno vinto la grinta e il coraggio, i sogni. Laura oggi è viva e sta bene, a parte una disabilità motoria che non le impedisce di crescere le bambine, essere indipendente, camminare, lavorare, sognare.

Ci sono voluti tre interventi, tante cure e impegno, ma “soprattutto tanto amore”, spiega Alfredo. Dodici anni sono passati molto intensamente.
Ma “vola solo chi osa farlo!” gli ricorda Sepùlveda, in un libro letto alle bimbe. E così, dal piccolo macchinario con cui tutti i giorni si divertivano a fare in casa il gelato, sono nate le due gelaterie Rufus.

IL GELATO, TRA GUSTO E CULTURA
Il loro gelato, oltre ad avere una splendida storia, è fatto solo con materie prime italiane, dalla Nocciola IGP del Piemonte al Pistacchio Etneo; il latte arriva quotidianamente da una fattoria vicina, e pastorizzato nel loro laboratorio di produzione; gli ingredienti sono di stagione, con frutta locale a km zero. Non solo, sposano pure l’ecosostenibilità: fonti rinnovabili, coppette bio, divise in pet riciclato etc. C’è spazio anche per la cultura con Rufus: organizzano laboratori didattici per le scuole ed eventi culturali come “La poesia del gelato”, degustazioni di poesie e dei gelati che le hanno ispirate. Per imparare quest’arte, Alfredo si è anche diplomato gelatiere alla Scuola Italiana di Gelateria, all’Università dei Sapori di Perugia.

LA FORZA E LA PASSIONE
Tanta forza, due bimbe, la loro fantasia, insieme al gattone Rufus (lui ha dato il nome alle loro gelaterie), hanno permesso a questa famiglia di dare un nome e un volto a un sogno. Rincorso da quando il gelato lo preparavano solo a casa: “Prepararlo e mangiarlo insieme tutti i giorni, era diventato un rito, ha portato sole e allegria in quegli anni tanto ardui; in qualche modo ci ha salvati”.

“Crediamo che la passione per nostro lavoro nasca tutti i giorni proprio dalla nostra curiosità, che ci insegnano le nostre bimbe. E forse, dopo una dura prova, dalla nostra capacità di innamorarci di nuovo, tutti i giorni, della vita – conclude Alfredo - Sono spesso le piccole cose che ci ispirano un nuovo gusto, a volte una passeggiata, come l’ultimo che abbiamo offerto, Nasturzio, che è proprio un fiore”.

 

 

News pubblicata il 07/12/2017
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